TUTTO PUO' ESSERE ARTE
di Giovanni Trimani
Press@giovannitrimani.it
Arte può essere solo la nostra anima trasmessa in ciò che creiamo.
Io cerco sempre di mettermi in gioco, di trasmettere, di far sì che le mie opere siano il mondo che ho dentro. Bisogna essere degli onnivori capaci di non fermarsi alle etichette, agli status quo, l’arte è fondamentalmente un’anarchia, l’unica legge è il rispetto e l’onestà verso se stessi. Una volta lessi un libro sulla manutenzione delle biciclette che diceva che una bicicletta si può smontare con un sasso ed un chiodo, io direi che il mondo reale si può smontare con un sasso ed un chiodo, non serve molto altro solo occhi in grado di sentire bene e un’anima leggera come un aereo di carta.
Io voglio fare una semplice cosa: creare, con qualsiasi cosa, sentendo sotto le dita il magico potere che c’è nel mondo reale. Il segno come punto cardine del mio lavoro ha assunto sempre maggiore rilievo. Mio mentore è stato Bruno Munari, per il quale coltivo una piacevole ossessione, uno dei più geniali teorici dell’arte. Da Munari ho appreso l’onestà che deve accompagnare il mio lavoro.
Non c’è arte senza che in ogni pennellata, in ogni millimetro di inchiostro non ci sia una parte del mio essere.
La magia dell’arte è nel creare vere e proprie pietre filosofali capaci di trasmettere e nello stesso tempo di assorbire energia, energia di chi le crea e di chi le guarda. Io cerco sempre la purezza di un segno che non sia solo casuale o manierista, ma che sia il vero mio io. Che sia orrendo, che sia sublime, il mio lavoro è sempre uno specchio di ciò che sono in quell’istante, in quel periodo.
Nella mia anamnesi artistica ci sono dei buchi, anni nei quali non c’è nulla, perché non c’ero io. L’altalena alla quale sono condannato è questa: grandiosi periodi seguiti dal nulla. E’ una condanna di continui alti e bassi, ma è un piacevole soffrire perché il premio finale è il liberare tutte le energie accumulate per lungo tempo e poi esplodere, una girandola di colori, di forme, di segni-sogni.
Ricerco in ogni sua forma il segno, sia esso quadro, disegno, scultura, cinema o teatro.
Io mi considero un operatore dell’immagine.
Guardo, sento, apprendo, accumulo per poi con dolcezza o con istintiva sete di grazia trasmettere il mio mondo, il mio continente, la mia energia.
Raccontare una storia di immagini attraverso le parole è sempre difficile…